Carta velina per lenti

Ripercorsi i miei luoghi d’origine.

Pedalai moltissimo. Mi fermai a lungo sul fiume. Io mi sentii un pesce. Un tutt’uno con l’acqua. Osservai a lungo lo scheletro delle onde.

Ascoltai e iniziai a scrivere le mie carte, fragili che quasi temevo di romperle. Dapprima fu scrittura leggibile, profumi che sentivo, colori e forme che percepivo.

Poi la scrittura divenne illeggibile. Divenne segno. Gesto. Ritmo.

 

 

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